Deserto dell’Oman [Vedi dettaglio]Quando mi chiedevano quale sarebbe stata la mia prossima gara e rispondevo “Vado a correre nel deserto dell’Oman” molti mi chiedevano arricciando il naso: “Dove?”. L’Oman è un paese arabo sulla punta della penisola arabica e confina con gli Emirati Arabi, l’Arabia Saudita e lo Yemen.
In questa gara abbiamo attraversato due tipi di deserto: le maestose montagne rocciose e il deserto di sabbia. Per problemi tecnici una tappa è saltata e i Km sono diminuiti a 120. Anche così la gara non è stata una passeggiata. La prima tappa (35 km) è partita dal mare e si è conclusa a 1500 metri di altezza. Alla partenza il termometro segnava 45° e l’umidità era circa del 70%. Tutti in crisi. Distrutto, credevo di morire. I miei 200 battiti al minuto hanno confermato il semi collasso. Ho perso un’ora e stavo per ritirarmi. Tornato finalmente regolare il battito ho deciso di continuare la gara, provarci! Terzo alla tappa (meno male!). La seconda attraversava canyon, splendide montagne dalle forme più bizzarre e, come tutte le montagne, SALITE! E’ stata dura anche questa, ma alla fine i miei 45 km li ho portati a casa. La terza sembrava la più tranquilla: dovevamo tornare al mare ed era una lunga discesa di soli 20/25 km. Niente di più facile mi sono detto. Quei tre giorni sulle fresche montagne mi avevano fatto dimenticare i 45° infernali. E tutti e 45 si sono fatti ritrovare in fila indiana a circa metà strada! Morale? Era meglio quando si stava peggio. L’ultima tappa è stata la più rilassante: 20 km in mezzo alle dune di sabbia colorate di rosso dall’alba. E’ stato divertente scalare 40 m di duna per raggiungere il check point: si vedeva un tavolino piiiicolo piiiicolo in alto. Insomma una gara stupenda, chiusa al terzo posto, e dei compagni di viaggio fantastici: 8 Italiani tra cui il mitico Marco Olmo e il Mitico Colonnello che ora ci guarda da lassù, con le sue ciabatte, la sua sigaretta e il suo bel bicchiere sempre pieno. Colonnello rimarrai per sempre nei nostri cuori!
In questa gara abbiamo attraversato due tipi di deserto: le maestose montagne rocciose e il deserto di sabbia. Per problemi tecnici una tappa è saltata e i Km sono diminuiti a 120. Anche così la gara non è stata una passeggiata. La prima tappa (35 km) è partita dal mare e si è conclusa a 1500 metri di altezza. Alla partenza il termometro segnava 45° e l’umidità era circa del 70%. Tutti in crisi. Distrutto, credevo di morire. I miei 200 battiti al minuto hanno confermato il semi collasso. Ho perso un’ora e stavo per ritirarmi. Tornato finalmente regolare il battito ho deciso di continuare la gara, provarci! Terzo alla tappa (meno male!). La seconda attraversava canyon, splendide montagne dalle forme più bizzarre e, come tutte le montagne, SALITE! E’ stata dura anche questa, ma alla fine i miei 45 km li ho portati a casa. La terza sembrava la più tranquilla: dovevamo tornare al mare ed era una lunga discesa di soli 20/25 km. Niente di più facile mi sono detto. Quei tre giorni sulle fresche montagne mi avevano fatto dimenticare i 45° infernali. E tutti e 45 si sono fatti ritrovare in fila indiana a circa metà strada! Morale? Era meglio quando si stava peggio. L’ultima tappa è stata la più rilassante: 20 km in mezzo alle dune di sabbia colorate di rosso dall’alba. E’ stato divertente scalare 40 m di duna per raggiungere il check point: si vedeva un tavolino piiiicolo piiiicolo in alto. Insomma una gara stupenda, chiusa al terzo posto, e dei compagni di viaggio fantastici: 8 Italiani tra cui il mitico Marco Olmo e il Mitico Colonnello che ora ci guarda da lassù, con le sue ciabatte, la sua sigaretta e il suo bel bicchiere sempre pieno. Colonnello rimarrai per sempre nei nostri cuori!







