Gobi March [Vedi dettaglio]Sabbia, roccia, letti di fiumi, vento.
2° Assoluto
Da "La porta Proibita"
di Tiziano Terzani
"Piatto. Arido. Pauroso.
Sotto un cielo senza nuvole, nella calura allucinante, la distesa di sabbia e sassi va al di là dell'orizzonte e della fantasia umana. A momenti è grigia come la cenere spenta, a volte è marrone, ora è violetta, ora nera come fuliggine o rosa rossastra come bocciolli di pesco, qui inimmaginabili.
Un uomo potrebbe camminare per giorni e giorni nella stessa direzione senza incontrare nient'altro che la propria morte, in un assoluto paesaggio lunare di polvere dai mutevoli colori, mossa da un continuo vento caldo e impetoso.
Gli Uighur lo chiamano il Taklamakan, che nella loro lingua significa "ci entri dentro e non ne esci mai", i mongoli lo chiamano semplicemente Gobi, deserto."
Ebbene ragazzi, ci sono stato e ne sono uscito...... secondo assoluto.
L'ho trovato ostile, cattivo, con poca poesia e tanta steppa bruciata.
L'uomo, nei secoli, vi è passato ed ha lasciato il segno, un segno non bello, contaminante.







